Parole ponte

Questa è la mia
parola ponte

Il tema che farà da filo conduttore di questa seconda edizione è “Quando le parole sono un ponte”. Lo abbiamo scelto perché è il 5° punto del Manifesto della comunicazione non ostile e perché ci sembra il momento giusto per portare avanti pensieri, spunti e proposte che si contrappongano a messaggi di chiusura, divisione, esclusione sempre più frequenti.

Abbiamo chiesto così alla nostra community, formata da professionisti della comunicazione d’impresa e della comunicazione politica, insegnanti, imprenditori, influencer, blogger di raccontarci qual è la loro parola ponte, quel termine che solitamente usano per comprendere, farsi capire, avvicinarsi agli altri.

Miriam Bertoli

Digital Marketing Manager @IULM

“Grazie”

È incredibile come un semplice “Grazie” detto a uno sconosciuto o alla persona più cara apra a nuovi scambi, predisponga a costruire qualcosa di nuovo e a proseguire una conversazione in positivo.

Alessandro Rosina

Social scientist, rapporto giovani @Istituto Toniolo

“Sorriso”

Più che una parola un simbolo ovvero il “sorriso” o la faccina sorridente dell’emoticon.
Per me il ponte è l’apertura positiva verso l’altro, un atteggiamento di accoglienza positiva rispetto a quanto si sentirà e si dirà o si è detto.
🙂

Alberto Fedel

Partner @Newton Management Innovation

“Spiegazione”

Perché chiedere di spiegare che cosa gli altri intendano davvero, evita di saltare alle conclusioni a cui ci conducono i nostri paradigmi, pregiudizi, frettolosi giudizi.

Annamaria Anelli

Business Writer, formatrice

“E tu?”

Non è una sola parola, lo so!
C’è la “E”, la congiunzione più importante che abbiamo: avvicina e rende simili.
C’è il “TU”, il pronome che sposta il nostro sguardo sull’altra persona, rintuzza il nostro ego e lascia spazio, aria da respirare.
C’è il “?”, l’amo al contrario (se ruoti la testa, lo vedi) che serve per domandare, per sapere cosa c’è dentro il “Tu” e per dare possibilità alla “e”.
E tu?

Emmanuele Curti

Manager culturale, promotore @Matera2019

“Cura”

Perché le parole siano elemento di intesa e di ricerca continua di costruzione di dialogo, di spazi comuni. Anche nella capacità di costruire sani conflitti, per andare oltre la stasi.

Edoardo Colombo

Consulenza manageriale

“Espressione”

Con il verbo esprimere posso intendere ciò che voglio comunicare agli altri, ma il termine ha tante valenze, un’espressione è anche del viso o un modo di dire una frase tipica.

Barbara Sgarzi

Giornalista, Docente Social Media @SISSA

“Empatia”

Perché se non ci mettiamo nei panni dell’altro, non proviamo a comprendere ciò che prova e come gli arriva il nostro messaggio, la comunicazione sarà inutile o, peggio, dannosa.

Alessandra De Antonellis

Owner and Co-Founder at ddl studio srl

“Ascolto”

Perchè senza ascolto c’è solamente chiusura, sbarramento, e non è possibile costruire ponti o momenti di confronto attraverso le parole se prima non si è disposti ad ascoltare.

Marianna Marcucci

Co-founder @InvasioniDigitali.com

“Risonanza”

In chimica la risonanza si ha quando due formule, apparentemente diverse, sono invece la rappresentazione di una stessa molecola. Nello stesso modo dobbiamo imparare che le differenze nelle persone rappresentano solo apparentemente una distanza.

Rodolfo Baggio

Docente @Bocconi

“Rispetto”

La base per ogni convivenza civile

Giovanni Boccia Artieri

Scuola Scienze della Comunicazione @UNIURB

“Riflessività”

Riflessività è il modo in cui ci rispecchiamo negli altri, un modo di accettare l’altro in noi, di guardarci con i suoi occhi e da lì cominciare ad aprirci.

Gianluigi Tiddia

Blogger @Insopportabile

“Ricerca”

Ricercare il senso dell’essere umani, della vita, delle modalità gratificanti di essere comunità, dell’essere organismi pensanti con una visione di futuro senza egoismi. Ricerca di parole ma anche e soprattutto di silenzi.

Eva Campi

Partner @Newton Management Innovation

“Coraggio”

Perché per costruirli e percorrerli, i ponti, ci vuole coraggio. Così come per parlare, stare in silenzio, chiedere, esporsi, esprimersi … è un atto di volontà teso verso il fuori, l’altro da noi.

Andrea Notarnicola

Partner @Newton Management Innovation

“Curiosità”

Ingrediente necessario per aver voglia di costruire ponti e confrontarsi con persone diverse da noi, impegnandoci nella ricerca di nuove prospettive.

Daniela Pavone

Marketing Advisor

“Apertura”

Perché una porta aperta avvicina l’altro e aiuta a comprendersi vicendevolmente.

Angela Creta

Community Manager @FormezPA

“Empatia”

Che per me include in un certo senso anche “Comprensione”.

Massimo Arcangeli

Linguista, critico letterario, scrittore

“Raccordo anulare”

Un raccordo anulare mette in contatto il tutto con il tutto in un movimento senza sosta che non conosce nicchie, anfratti o punti di separazione. È il luogo metaforico in cui contatti e intersezioni evolvono in intrecci e trasfusioni, in cui la solidarietà affaccia sulla reciprocità e sull’intercomprensione, in cui l’abbattimento di barriere o muri divisori diventa un prezioso varco per la risoluzione di ogni conflitto.

Giovanni Grandi

Filosofo, docente @unipadova

“Mediazione”

Perché per potersi incontrare e magari (ri)abbracciare le due arcate di un ponte in cantiere hanno bisogno di essere sostenute da qualcos’altro nel loro slancio

Nicoletta Polliotto

Digital Marketing, Project Man. @Muse Com.

“Parola”

[lat. tardo parabŏla] Strumento di trasmissione di informazioni o idee, in riferimento a convenzioni precedentemente delinete. Occorre usarla con rispetto, poichè unisce e avvicina, solo se si adempie un patto!

Fabrizio Barbato

Social Media & Community Manager

“Musica”

Cosa unisce più della musica? È di tutti e il suo linguaggio universale accorcia le distanze e aggrega. Crea sorrisi e socializzazione ed è portatrice sana di gioia.
Le parole, come la musica, ci aiutano a comprendere e a unire le persone.

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