Indice di ostilità della campagna elettorale 2018

Abbiamo chiesto ad Ipsos di misurare – attraverso un’indagine demoscopica – la valutazione che gli elettori danno del tono e del linguaggio della campagna elettorale 2018.

L’indicatore di intensità dell’ostilità è il risultato di due variabili:
• La percezione di un linguaggio insultante da parte dei politici (l’indice di aggressività)
• La percezione della diffusione di notizie false o non credibili (l’indice di falsità)

L’analisi dei dati è il frutto della collaborazione con Assocompol (Associazione Italiana di Comunicazione Politica) che settimanalmente, anche alla luce dei fatti di cronaca, mette in evidenza alcuni aspetti dell’indagine.

4° settimana – 10/16 febbraio 2018

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La condivisione online è una responsabilità, non meno della produzione di un contenuto, come recita uno dei principi del Manifesto della Comunicazione non Ostile. È stato evidente questa settimana per un post razzista su Facebook relativo a un rifugiato che viaggiava sul treno senza biglietto, rivelatosi poi falso, e che ha prodotto una gogna mediatica nei suoi confronti e commenti violenti verso ogni migrante. Di condivisione in condivisione, 75.000 in totale, il post è diventato virale e ha partecipato alla diffusione di un clima di tensione e odio. Fino ad essere cancellato dall’utente che lo aveva postato dopo numerose polemiche e segnalazioni da parte di altri utenti.
È nell’ambito di una strategia di comunicazione di campagna politica che ha associato, sovrapponendole, immigrazione e insicurezza che vediamo crescere ulteriormente l’indice di aggressività percepita dai cittadini al 74% (+3% dalla scorsa settimana e +10% dopo i fatti di Macerata). L’indice di “falsità”, che misura il sentiment rispetto all’idea di circolazione di notizie false usate nella comunicazione politica, si mantiene stabilmente alto al 76% praticamente dall’inizio della corsa elettorale.
Nei dati IPSOS della settimana è la fascia elettorale 51-64 anni a percepire in modo più consistente l’aggressività (78%) mentre è minore nella fascia 18-34 (69%), come se tra i più giovani venisse riconosciuta l’aggressività della comunicazione politica anche come stile di campagna, come una retorica tra le altre. Per quanto riguarda la percezione di una campagna in cui prevale il “fake” come genere comunicativo, i dati sono mediamente più alti con ancora la fascia elettorale 51-64 anni a sentire particolarmente falsi i contenuti politici che circolano (81%) mentre i più giovani, 18-34 anni, si collocano in linea con la media (76%).
Se analizziamo, infine, l’indice complessivo di ostilità troviamo che in ogni caso quasi 3 elettori su 4 vivono un clima comunicativo teso e pieno di falsità. Questo pare essere un punto di non ritorno di questa campagna politica che vede la comunicazione elettorale nei media e online basarsi su accuse reciproche, argomentazioni polarizzate (pensiamo al tema immigrazione) e un frame costruito all’inizio da una politica degli annunci che ha alzato, di intervista in intervista, di talk show in talk show, la posta.

Giovanni Boccia Artieri

Università di Urbino Carlo Bo


 

3° settimana – 03/09 febbraio 2018

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Siamo in piena campagna elettorale e i fatti drammatici di Macerata non hanno certo fatto abbassare i toni. L’indice di aggressività (71%) registra un salto del 7% in una settimana, mentre l’indice di fake news rimane alto. L’indice complessivo è in risalita, ma non tutti percepiscono in ugual misura questo montare dell’ostilità. Con l’eccezione della Lega, nel centrodestra i toni ostili sono meno sentiti (67%) che nel centrosinistra, M5S e Leu (73-75%). I più infastiditi dall’ostilità sono indecisi e astensionisti. Uno dei principi nel manifesto della Comunicazione non Ostile recita «le parole danno forma al pensiero». I linguaggi politici aggressivi e gli insulti rilanciati su media e social formano il clima di opinione, che in campagna elettorale è un potente fattore di influenza. I politici lo sanno bene e usano la parola come una clava. I colpi forse attirano qualche voto in più ma aprono fratture insanabili nell’elettorato.

Giampiero Mazzoleni

Presidente Assocompol


 

2° settimana – 27/2 febbraio 2018

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Quanto ostile e fondata sulla disinformazione è, nella percezione dei cittadini, questa campagna elettorale?
Dalle prime rilevazioni condotte interpellando un campione stratificato e casuale di elettori nell’arco di queste due ultime settimane, l’Indice dell’Ostilità si attesta su un significativo 69/100.
Nel dettaglio: 64 intervistati su 100 credono che i politici stiano usando toni pesanti e un linguaggio insultante mentre per 74 su 100 le fake news sono una metodologia utilizzata in campagna elettorale.
Se, come recita il Manifesto della Comunicazione non ostile (dieci princìpi nati per ridurre i linguaggi negativi), “si è ciò che si comunica”, sarà interessante capire Se c’è una relazione tra disinformazione, aggressività e risultati di voto.
Perché in gioco c’è più della vittoria alle prossime elezioni: quante più cicatrici verranno generate da ostilità e attacchi personali tanto più difficile sarà, in futuro, convincere i cittadini ad avere fiducia nella politica.

Rosy Russo

Presidente Associazione Parole O_Stili


 

1° settimana – 19/26 gennaio 2018

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Prossime settimane:

5° settimana – 17/23 febbraio 2018

6° settimana – 24/02 marzo 2018

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